30 marzo, in piazza per il lupo!

Dopo ben tre rinvii, il 30 marzo ci sarà ( via della stamperia n.8 Roma) l'incontro per la conferenza Stato-Regioni.

Si dovrebbe quindi definire il destino del lupo, degli ibridi e dei cani vaganti, la situazione attuale è al quanto complessa;

Ci si trova difronte ad un bivio storico per la biodiversità italiana, abbiamo da una parte il ministro dell'ambiente Galletti (commercialista) affiancato dal fedele Professor Luigi Boitani che propongono, o cercano di farlo, il piano lupo contente deroghe ( possibilità di abbattimenti) riguardo i prelievi di una percentuale di soggetti di lupo (5%), si propone inoltre la revisione di una legge che prevede la captivazione forzata di ibridi e la possibile cattura di cani vaganti con annessa soppressione.

Ad oggi quindi si vuol far passare il messaggio che per "risolvere" il problema ( tutt'altro che chiaro) delle perdite dei capi di bestiame degli allevatori, si dovrebbe attuare il metodo venatorio, questo ovviamente non è vero!

I dati scientifici provenienti da tutto il globo dimostrano infatti che gli abbattimenti selettivi hanno addirittura l'effetto contrario, smembrare il branco porterebbe ad un incremento non controllato e non naturale dei soggetti di lupo, inoltre non si conta minimamente che ogni anno, a causa del bracconaggio vengono uccisi barbaramente oltre 400 lupi (accertati) su una popolazione ( non censita ) di circa 1400 lupi sul territorio nazionale.

Altro tema fondamentale ( oltre alla mancanza di dati scientifici ) è la mancanza di pene e controlli per gli stessi allevatori che non attuerebbero le misure ( che dovrebbero essere obbligatorie) preventive come recinzioni elettrificate , detenzione corretta di cani da guardiania, luci strobo ecc ecc, cioè elementi dissuasivi che basterebbero per salvaguardare le greggi senza ricorrere alla caccia al lupo, per non parlare della detenzione a dir poco discutibile degli stessi cani di proprietà degli allevatori che vengono lasciati liberi di girovagare nei boschi e nelle zone popolate dal lupo creando quindi un "competitor" non naturale del lupo ( i danni quindi potrebbero essere creati proprio dagli stessi cani degli allevatori ) e possibili accoppiamenti con lupi generando quindi soggetti ibridi ( gli stessi perseguitati proprio da loro).

Emerge quindi che il problema esiste solo perché si crea, senza le attuazioni ( che dovrebbero essere previste nel piano e soprattuto attuate) di norme preventive, di gestione controllata dei pascoli, quindi animali controllati e non lasciati in alpeggio la notte incustoditi, giusta detenzione dei cani, applicazione di agenti dissuasori, la volontà di convivenza e rispetto del selvatico, non si arriverà da nessuna parte se non al "far west" o meglio all'Italia "lupara", quella stessa Italia che prima del 1972 ( quando il lupo diventa specie protetta) finanziava i lupari per sterminare i lupi, riducendoli a soli 100 esemplari in tutto il paese, facendo quindi diventare il lupo appenninico ( canis lupus italicus) sottospecie.

Ci si dovrebbe opporre, quindi, con coesione e competenza a questo scempio ecologico ed a questa speculazione politico-econimica, nessuna vita di alcun essere vivente (senziente) è quantificabile con voti di scambio benché meno con i soldi.

di Mauro Bassano

ph.Mauro Bassano


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