GIANLUCA FELICETTI (LAV) PRELIEVI DEI LUPI? "UCCISIONI DI STATO"

Qual'è la "mission" della LAV?

Lottiamo per il rispetto della vita, della dignità e della libertà di tutti gli animali umani e non umani: per questo combattiamo lo specismo, lottando contro ogni forma di violenza, prevaricazione e sfruttamento. Dal 1977 ci battiamo per la Liberazione animale, l’affermazione dei diritti degli animali non umani e la loro protezione,la lotta alla zoomafia e la difesa dell’ambiente. Per l’abolizione della vivisezione, della pesca, della caccia, delle produzioni animali, dell'allevamento, del commercio, degli spettacoli con animali e dell'utilizzo di qualsiasi essere vivente. Per la difesa della Terra e dei suoi ecosistemi. Perché questo sia un mondo più accogliente per tutti, umani e animali.

Cosa ne pensa dell'apertura della caccia nonostante gli incendi estivi?

Solo due Regioni la scorsa estate, nella colpevole assenza politica del Ministro dell’Ambiente, hanno posticipato gli spari nei confronti di animali già decimati dalle fiamme. La stragrande maggioranza non ha voluto far saltare nemmeno un giorno ai cacciatori, nonostante il parere scientifico dell’Ispra, l’Istituto statale per la ricerca ambientale. Il paradosso è che diverse di queste Regioni avevano chiesto la dichiarazione di “stato di calamità naturale” proprio per gli incendi. O non era reale l’emergenza incendi oppure questa serviva solo ad avere soldi e facilitazioni ma non a tutelare, davvero, natura e territorio.

Qual'è il suo pensiero riguardo al fenomeno del bracconaggio al lupo che sta crescendo in questi anni?

Sono azioni “dimostrative” che nascono in parte dall’atavica volontà di distruggere i predatori (siamo la specie più predatoria possibile e non per fame a differenza degli animali), dall’altra dall’inefficienza dei sistemi di accertamento e rimborso dei “danni” da fauna selvatica nonché da una mancanza di prevenzione del vagatismo e della riproduzione dei cani dei pastori che alimentano branchi e ibridazioni.

Cosa significa tutelare il lupo?

Per noi è la tutela del singolo essere vivente che tutela anche la specie. E questa protezione in Paesi più bravi del nostro significa maggiore turismo, e quindi maggiore economia, per aree che grazie alla presenza di questi animali vengono presentati e “venduti” come naturali. Sull’orlo dell’estinzione 50 anni fa, questo animale ha ripreso con piccoli numeri a popolare territori che gli sono stati sempre di casa. Ma la rottura degli equilibri naturali che abbiamo causato con inquinamento, cementificazioni, fucili, estensione della pastorizia in ambiti che non avevano mai visto una pecora fino agli anni ’60 e ‘70, creano più momenti di contatto con questi animali. Contatto che molti umani sanno “risolvere” solo con il fucile e prima ancora con le trappole. Bisogna andare invece nella direzione esattamente opposta.

E' favorevole agli abbattimenti controllati del lupo?

Chiamiamoli per nome: uccisioni di Stato, di lupi. Sono contrarissimo per questioni etiche. Ma anche perché non vi sono ragioni ambientali-scientifiche, come hanno affermato gli stessi estensori del nuovo “Piano di conservazione del lupo” per il Ministero dell’Ambiente. Per loro le uccisioni, 5% o altro, ne abbiamo sentite di tutti i colori, sarebbero un modo per “far star buoni” gli allevatori e i potenziali bracconieri con un contentino di sangue dei lupi.

Qual'è la vostra posizione rispetto la riforma sui parchi nazionali?

Diminuisce la reale protezione dell’ambiente, aumenta le possibilità di caccia. Una follia che speriamo non venga approvata dal Parlamento.

Come vi ponete difronte la legge per gli animali nei circhi, crede che sia efficace?

Avremmo voluto una definizione più stringente. Ma il “graduale superamento dell’utilizzo degli animali in circhi e spettacoli viaggianti” contenuto nella Legge-delega del Ministro della Cultura Franceschini è un primo importante passo verso lo stop che perseguiamo da decenni, già realizzato in vario modo da quasi 50 Paesi in tutto il mondo. Ora tutto si giocherà nella Legge-delegata che dovrà vedere la luce entro il 2018. E così, assieme a una reale tutela di quegli animali, il circo, quello davvero umano, potrebbe avere un rilancio e uscire dalla crisi economica in cui versa da anni, come ben descrive un Rapporto del Censis, anche perché sempre meno pubblico apprezza la prigionia degli animali per spettacolo.

Pensa siano stati fatti errori nella gestione del territorio e della fauna in questi ultimi anni vista la situazione che il paese sta attraversando?

E’ mancata la politica, strategie e obiettivi. In questa assenza tutti i Ministri e tutte le Regioni hanno improvvisato, sicuramente nei confronti della fauna selvatica, o peggio hanno cercato di eludere le pur minime regole di tutela (pensiamo alle cicliche deroghe per far sparare a più specie, per più giorni, su più territorio, i cacciatori). Alcune di queste continuano a buttare i soldi dei contribuenti in avvocati per difendere, dai nostri vincenti ricorsi alla Giustizia amministrativa, i loro atti indifendibili. Altro esempio, si perseguitano a suon di uccisioni le cosiddette specie “aliene” ma non se ne vieta allevamento e commercio. Anche i famosi cinghiali che hanno soppiantato quello italico, sono un regalo di una categoria come quella dei cacciatori ma non si vieta, la politica a oggi non vuole realmente vietare, l’attività che è alla base della loro continua introduzione sul territorio.

Come pensa sia possibile far convivere il selvatico con l'uomo?

Due strade parallele: educazione nelle scuole e informazione ai cittadini per comprendere “l’altro”, il “diverso” che non è il “lupo cattivo”; dall’altra azioni non cruente di prevenzione dei conflitti. Già in alcune aree si fa, e fanno bene a tutti. Umani e animali.


Featured Review
Tag Cloud
Non ci sono ancora tag.